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primi surfisti, quasi sicuramente sono stati gli Hawaiiani, i cui
antichi canti tramandano le diatribe tra nobili famiglie per chi
riusciva a stare più a lungo sulla tavola di legno spinta
dalla forza dell'oceano. Infatti gli Hawaiiani coniarono un misterioso
sistema di leggi chiamato Kapu corrispondente alla parola tahitiana
Tapu o taboo. Queste leggi sancivano che certe spiagge e certi tipi
di tavole erano riservate per gli alii, una casta ereditaria di
nobili Hawaiiani che dominava gli
uomini comuni. Il surf faceva parte di queste norme. La parola Hawaiiana
per indicare il surf era "he'enalu" termine ricco di significati.
La prima metà della parola significherebbe sia il cambiamento
dalla sostanza solida in una sostanza liquida, sia correre come
un liquido; nalu, la seconda parte può riferirsi al moto
d'innalzamento di un onda, il formarsi di un onda o al liquido viscoso
sulla faccia di un neonato. L'oceano era simile a un dio (Kanaloa).
Quando si preparava una tavola da surf, veniva praticato un rituale
per accompagnare la sua creazione e la sua prima entrata in acqua,
con il significato di unire l'uomo e il mare. Esse pesavano fino
ai 40 Kg ed erano fatte in legno di wili wili o di ula (albero del
pane); gli alii usavano tavole della lunghezza dai 14 ai 16 piedi,
mentre i cittadini non nobili dovevano avere una tavola dai 10 ai
12 piedi. |

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